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domenica 26 maggio 2013

Indignatevi!

Io direi che è il momento che vi allarmiate un attimo, mi sembra voi siate troppo tranquilli. Non vi lamentate di niente, non fate un fiato eppure:


1. è pieno di società segrete, cripto-ebraico-massoniche che controllano le banche e i governi;

2. Balotelli vi provoca, e pensare che il negro è lui! Assurdo! c'hannosqualificatolacurvapecolpadestonegroaho';

3. tutti si riempiono la bocca con il femminicidio eppure le donne continuano a truccarsi e a comprare minigonne, e ccheccapperi, ma di che si lamentano se se la vanno a cercare? Qualcuno dovrà pur dirglielo a queste poco di buono!;

4. muoiono un sacco di personaggi famosi dei quali non avete mai sentito parlare. Ma è giusto fare commemorazioni collettive, non vedo come non vi venga voglia di riprendere loro citazioni non verificate e riempirvi la bocca anche di questo! Tutti devono conoscere e adorare Pinco Palla!;

5.state vivendo l'amore, l'amicizia, le emozioni più fantastiche della vostra vita, e i vostri ex, amici cattivi, devono saperlo e soffrire attraverso la lettura, di nuovo, di citazioni attribuite ai grandi del passato;

6. si stava meglio quando si stava peggio;

7. non esistono più le mezze stagioni;

8. il lunedì è il giorno più brutto della settimana;

9. piove, k@$t@ ladra.



NO guardate, io direi che sarebbe il caso di esternarlo, perché non si capisce che tutte queste cose non le sopportate più.



NB. e i punti che vi ho ricordato sono 9, come 3x3, e 3x2=6 e 6 tre volte è 666, che è il numero del diavolo. Direi di pensarci e di indignarvi almeno un po'.

domenica 12 maggio 2013

Ma perché agli italiani non piace il PD? Eppure...

Quelli di sinistra sono gli intellettuali. Non sono simpatici, non sono divertenti, se la tirano un po' e sanno tutto loro. Sono permalosi (perché si attaccano a sottigliezze che non interessano a nessuno e che in quanto sottigliezze sfuggono ai più). Hanno leader boriosi e sono invidiosi di chi invece riesce a godersi la vita con leggerezza.

A me, però. questa definizione plurima non quadra. Non sono del tutto d'accordo e non capisco come gli italiani, popolo di sarcastici disfattisti, non riescano ad appassionarsi alla tragicommedia democratica.

Il Partito Democratico è innanzitutto un monolite longevissimo, che ha attraversato crolli e metamorfosi, risorgendo sempre uguale e diverso. Quindi, dovrebbe piacere a questo popolo di abitudinari, che non protestano a presidenti del consiglio nominati sette volte, che guardano ancora il festival di Sanremo (show morto e sepolto) e che ancora vanno al mare a Rimini.
Ma dai, fratello italico, non ti piace una cosa che conosci, che hai sempre avuto, che ti inganna e ti tradisce ma poi torna sempre a te?

Il Partito Democratico ha mille perdenti. è il partito dei perdenti. Vieni osannato, votato alle primarie, amato. E perdi. Devi perdere, altrimenti vieni cacciato (Prodi è davvero forse l'unico che qualche volta abbia vinto, e guardate come lo trattano). A noi italiani dovrebbe piacere, o quanto meno far ridere. Di solito questo è un popolo che vota e adora ciò che fa ridere, quindi mi stupisco fortemente di questa anomalia.
Sei proprio sicuro, o mio vicino da sempre, che non ti fa ridere per niente? devo dire qualche scurrilità, andrebbe meglio?

Il Partito Democratico è un partito di grandi individualismi. Secondo me veramente nel PD ci sono i migliori politici italiani ( e vabbè, piace vincere facile...). è come l'Italia. Hai Dante, Da Vinci, Montalcini, hai successo se te ne vai da solo in un altro paese, ma se gli italiani si mettono tutti insieme, su un progetto collettivo, è la fine. Non ci si riesce proprio. Nascono le chiacchiere, ritardi molteplici che compromettono il lavoro di tutti, pause caffè all'infinito, salamelecchi, cambi di programma ed inutili discussioni sul nulla, polemiche e pianti addosso che nemmeno in Francia.
Dai ma non lo vedi? A te è così che piace, Pulcinella!!

Il Partito Democratico ha le fazioni (che io adoro e che ritengo il sale della vita, ma quando è troppo è troppo!). Ma invece di farne una ricchezza, ci si piange addosso anche su questo. Mi ricordano il campanilismo, che credo di praticare anche quando sono a tavola con i miei genitori e mio fratello, visto che siamo nati ognuno in una località diversa della stessa regione. Che poi siamo vissuti insieme da sempre e che formiamo una famiglia è secondario. Io sono nata a Roma, loro no. La nostra ricchezza, la nostra bellezza, non ci va di vederla.
Ancora, non ti ho convinto? Sai, solo tu puoi usare diversi punti di vista per rimanere immobile!

Il Partito Democratico forse, è l'Italia. E per esorcizzare i suoi difetti, l'italiano medio, non vota ciò che è, ma vota ciò che vorrebbe essere (Berlusconi), ciò che vorrebbe avere (la decrescita felice e una nuova era rivoluzionaria di Grillo). Ma no, non prenderà mai quello che è semplicemente per migliorarlo (e questo non solo in politica...).





Si scherza un po'. credo davvero che uno dei problemi principali del PD sia la comunicazione poco efficace. Dovrebbero puntare la prossima campagna elettorale u questo: Italiano tu sei il PD!!!


domenica 21 aprile 2013

Populismo mediatico e Rodotà

è molto divertente osservare i miei connazionali in mesi di elezioni, dalle politiche, alla presidenza della Repubblica, passando per il Papa. è così, ad esempio quando si parla del soglio pontificio, che muoio dalle risate nel sentire "anche questo Papa è un conservatore". Embè, che vi aspettavate? Uno del circolo Mario Mieli?

Stesso divertimento, ma un po' più amaro, l'ho provato in questi ultimi tre giorni. Allora, siamo tutti d'accordo sul fatto che Rodotà sia persona  eccelsa e rispettabilissima e il PD come sempre ha mostrato la propria inettitudine. Ma c'è dell'altro.

E dell'altro è che i grillini si sono impuntati su un candidato - anni luce lontano dalle caratteristiche che tanto propagandano - come bambini di 3 anni che vogliono le caramelle, senza rendersi conto che si poteva mediare. Ok, nessuno li avrà chiamati in questi giorni. Ma come farlo dopo settimane di muri e dichiarazioni del tipo: "OquestoOgnente!"?
Quindi, accusatemi pure di antigrillismo militante, ma a mio avviso la loro arroganza e immaturità sono ancora una volta dei nodi cruciali.

Dell'altro è anche che il populismo mediatico che osservo è preoccupante. Ed esula dal discorso prettamente politico di palazzo. Riguarda la popolazione tutta, o almeno come una parte della popolazione continui a percepire, recepire e fare la politica.
Migliaia di persone inneggiano a Rodotà, al cambiamento radicale che avrebbe portato, al salvatore della patria che sarebbe stato.
Metto subito le mani avanti: lo avrei sostenuto se venuto fuori da una candidatura "normale". Lo ammiro e mi piace anche. Inoltre, so che giravano appelli per la sua candidatura da giorni, ed ammiro anche chi ha ideato la petizione e chi ci ha creduto.
Ma le modalità con le quali è venuto alla ribalta e la rivoluzione che con lui si voleva costruire mi stupiscono e mi fanno riflettere. La gente che in piazza lancia cuoricini e slogan in suo favore dovrebbe prima di tutto pensare a chi è quest'uomo (chi lo conosceva davvero prima di 48 ore fa? è davvero questo il cambiamento?), poi a che cosa sarebbe stato in suo potere fare e in seguito chiedersi: per cambiare tutto basta un presidente "amico"? Tutte queste persone che fanno politica sui social network, hanno percezione di quante ne sono completamente estranee e soprattutto della dose spropositata di assenza di discussione (non sempre, non mi piace generalizzare, ma questo mi pare proprio un bell'esempio)? Ci rendiamo conto della banalizzazione della vicenda, ridotta ai like o ai retweet?

Alcuni se lo saranno chiesto, e avranno trovato le loro risposte. Ma mi preoccupano, come sempre e universalmente, quelli che non si fanno domande.
Sappiamo quali sono i poteri del Presidente, anche in questi mesi di decantato quasi presidenzialismo. Quindi, perché agitarsi tanto? Sappiamo che le forze vanno calibrate, e che forse sarebbe meglio concentrarsi su altro. Una nomina non cambia nulla, e non mi dilungo su filosofeggiamenti inerenti il cambiamento che deve necessariamente partire dall'individuo (cosa peraltro della quale sono fermamente convinta).
Questa è un po' come la questione della donna presidente. L'avrei voluta, eccome. Ma so che per noi donne e per un mondo migliore con e delle donne non sarebbe cambiato molto, con una carica.

Riversarsi nelle strade del centro con fare da rivoluzionari illuminati mi sembra esagerato, nonché inutile.  Credo piuttosto che i tempi sono maturi per aizzare le folle a loro insaputa e fare slogan di tutto, far circolare qualche simpatica sentenza da 140 e - senza preoccuparsi di numeri, conseguenze o altro - riconoscersi in una totalità.

Secondo me, chiedere di scendere in Piazza per il Presidente della Repubblica è populismo. Mi dispiace abusare del termine ma è proprio così. Cambiamenti strutturali e risanamento economico non sono compiti del Presidente, il garante della Costituzione può avere più o meno affinità con ognuno di noi, può avere più o meno in simpatia Berlusconi, ma non so quanto possa davvero fare altro.

Quindi amici cari, amici belli, anche questo Papa è un conservatore, anche se ha l'anello d'argento.



PS. Per chi mi legge di solito qui, su facebook e twitter: sono in sciopero da facebook. Mi hanno stancato le semplificazioni e i fraintendimenti di quel modo di comunicare. Forse ci tornerò, non so. Proverò a scrivere più spesso qui e a dilungarmi quando lo ritengo opportuno, oppure a rinchiudermi in una torre piena di libri, a fare ciò che compete a un elettore del PD: invecchiare perdendo. Oppure ciò che compete a un'aspirante ricercatrice: riflettere sul suo futuro incerto. Grazie per la pazienza.

lunedì 25 febbraio 2013

Berlusconi e Grillo: come questo Paese ha grandi potenzialità ma non si applica, ormai da 20 anni.

Dopo aver trascorso il mese elettorale più intenso e vissuto della mia vita credo sia proprio giunto il momento di commentare. Da storica in erba, so che le mie previsioni non contano nulla, non ci prendono mai e, quindi, sono abbastanza inutili. Meglio i commenti.

A mio modesto parere, i risultati di questa sera -oltre a sottolineare un'incapacità del PD non sottovalutabile, e assolutamente da analizzare, comprendere e possibilmente condannare senza se e senza ma- rappresentano il trionfo di un modo di vivere, pensare, agire, che in questi ultimi 20 anni abbiamo ricevuto, assimilato e fatto nostro.

Il M5S di Grillo e il PDL di Berlusconi sono qui. Nessuno dei due ha vinto a livello di numero di voti, ma insieme rappresentano la maggioranza degli italiani. La maggioranza degli italiani ha votato per i due partiti che non avevano un reale programma politico, per i due partiti che hanno fatto più promesse (convinti com'erano di non dover governare), per i due partiti che più hanno urlato e che più hanno saputo agevolmente gestire gli spazi mediatici. Infatti, anche se il "nuovo" ligure non è mai apparso in televisione, la sua presenza in notiziari, tg, talk show è stata costante, grazie sempre ai giornalisti italiani.

Ma perché? Berlusconi, i suoi governi, le sue tv, i suoi deliri, le sue battute, hanno contribuito tutto questo, assieme ovviamente a una debolezza strutturale di istituzioni, scuola, educazione e senso civico.
Il lavaggio del cervello operato su una parte degli italiani è stato efficace. Si è pensato a distruggere nemici (comunisti), a ergersi a salvatori (dallo scatafascio di tangentopoli), a crearsi un profilo di vittime e amorevoli benefattori (noi siamo il partito dell'amore che vince contro quello dell'odio e dell'invidia), ha dato legittimazione storica a un popolo che non si sentiva di sinistra e non si riconosceva nei valori sui quali la repubblica è stata costruita (il 25 aprile è festa apolitica, anzi facciamo che non è neanche una festa) e costituzionali (cambiamola, così il paese è ingovernabile). Inoltre, ha consentito ai furbetti tipici del Belpaese di usufruire di condoni, di pensare che un corruttore-furbetto può farcela e, di più, che un uomo di una certa età, ricco, amante delle donne e della musica napoletana potesse essere allo stesso tempo leader e modello dell'italiano medio. In questi 20 anni sono cresciuti ragazzi che hanno quindi dimenticato e svalutato i valori fondanti del paese, che guardano Amici della De Filippi, per i quali Striscia la Notizia è insieme autorità di polizia, ente al quale denunciare ingiustizie e fonte di comicità inesauribile.


L'incapacità a governare e la crisi hanno fatto il resto. Ed è nato il fenomeno Grillo. Grazie a Berlusconi ora appare normale la politica delle promesse impossibili, delle urla, la politica che si sostituisce al cabaret e viceversa.

In questi giorni ne ho sentite di cotte e di crude, sono stata anche offesa direttamente e indirettamente. Vorrei dire a tutti i simpatizzanti di Grillo che capiamo - e capisco- molto bene da cosa muove il movimento. è un voto di protesta, tipico dei momenti di crisi. Nessuno li accusa di essere cretini, nessuno gli ha affibbiato ingiustamente e gratuitamente la categoria di "fascisti", tanto per.
Avrei volentieri parlato con qualcuno di loro, avrei chiesto a miei colleghi di scrivere insieme a me qualcosa che spiegasse perché il movimento è direttamente collegato al qualunquismo e al fascismo del secolo scorso. Ma purtroppo, ad ogni "vaffa" mi passava la voglia. Ad ogni "serva della casta", ad ogni "sei pagata da Bersani" o "ti sei fatta lobotomizzare", "tu non vuoi cambiare niente" un po' sorridevo e un po' mi mettevo a fare altro (per campare). Quindi non biasimatemi se a volte sono uscita dalle righe e ho dato l'impressione di offendere qualcuno.
Trai grillini, poi, anche i più pacati sono convinti di avere la ricetta per cambiare il Paese. Questa storia della democrazia diretta contrapposta a quella rappresentativa è una favola; avere la pretesa che aver votato per Grillo o che essersi impegnati nel movimento valga più di un altro voto o di un altro genere di impegno nella società civile, è un'ulteriore offesa.

Io ho votato leggendo i programmi, ascoltando i vari esponenti parlare e confrontarsi. Ho votato quello che mi sembrava più completo e razionale. Ho analizzato le coalizioni e ho tutti gli strumenti per dire che ritengo un voto dato a Grillo un voto inconsapevole e dato con leggerezza. Da zappa sui piedi.

Per me il M5S, protesta a parte, è inconsistente. Il programma è fantasioso e pieno di gravi lacune. Non prende infatti posizione su molte cose troppo importanti (diritti civili, ad esempio) e non ha la giusta consapevolezza di ciò che dice su economia, politica estera, impostazione dello sviluppo economico, risorse. Per non parlare poi della figura del leader, o dei comizi, che fanno paura. I toni e i modi sono volgari, il popolo è come impazzito e difende il capo a spada tratta. I candidati sono inesperti. E non ditemi che è giusto così. Io voglio che a governarmi sia qualcuno di competente sulla gestione dello Stato, che ne sappia molto e molto più di me. Che sia molto più intelligente di me. L'uomo qualunque lo voglio per scambiare impressioni sul tempo al baretto, non lo voglio in Parlamento.

Non mi dilungo, ma visto che ho letto molte cose interessanti su Grillo, ne condivido una, molto autorevole e pacata nei toni, che mi sembra render giustizia a chi non vuole urlare ma far ragionare grillini e non:

http://andreasegre.blogspot.it/2013/02/de-grillo-elettorale.html